I sogni sono desideri (veri per accogliere la Verità)





Il Signore arriva improvvisamente, di notte, come l'amico della parabola. E non abbiamo il pane da offrirgli, come San Giuseppe, che per quanto avesse cercato nella propria giustizia, non aveva trovato di meglio che rimandare in segreto la sua "amica", la promessa sposa, come la chiama il Cantico dei Cantici. Ma in quella stessa notte di dubbio e angoscia, nella quale il desiderio più intimo e autentico di accoglierla nella sua casa premeva testardo nel suo cuore per indurlo ad aprirne la porta e abbracciare il Mistero sigillato nel seno di Maria, la Parola dell'Angelo giunge proprio lì. E spezza le catene che intrappolavano il desiderio santo di Giuseppe, e lo libera perché incontrasse il potere di Dio di compierlo in lui, ovvero lo stesso Spirito che stava operando nella sua "amica Immacolata". E' così anche per noi, che portiamo dentro il desiderio di essere secondo il pensiero di Dio, di amare e accogliere chi ci è accanto così come è, la nostra storia e noi stessi. La predicazione giunge oggi, e sempre, al fondo del nostro cuore per toccare e destare questo desiderio originale, ferito dal peccato ma ancora vivo. Basta accettare di essere nella notte, non importa ciò che già, come Giuseppe, abbiamo deciso. Importa ascoltare l'annuncio del Vangelo che, liberando il nostro desiderio di accogliere l'altro, ha il potere di trasformarci in pane da offrire a chiunque bussa, improvvisamente e nelle forme più assurde, alla nostra porta. Allora ci accorgeremo e sperimenteremo che nel prossimo, e negli eventi della nostra esistenza, è già all'opera, per noi e per la salvezza del mondo, lo Spirito Santo. Perché in fondo, siamo nati per dare un nome alla salvezza che tutti aspettano, per accogliere e donare al mondo l'Emmanuele. Per questo Dio ci ha donato la Chiesa, il luogo dove, nella notte dell'angoscia, possiamo ascoltare l'annuncio dell'Angelo, l'unico capace di cambiare davvero la storia.
Buona giornata




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