αποφθεγμα Apoftegma
Quando l’intero essere dell’uomo si è,
per così dire, mescolato all’amore di Dio,
allora lo splendore della sua anima
si riflette anche nell’aspetto esteriore.
Giovanni Climaco
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| L'ANNUNCIO |
Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.
Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.
Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Nemici amati gratuitamente per amare ogni nemico
Gesù parla "a
voi che ascoltate", a te e a me che ogni giorno ascoltiamo la
predicazione, e ci pianta un pugno secco nello stomaco: “Amate i vostri nemici,
fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi maltrattano”. Fai la lista dei nemici – però metti da
parte il buonismo accogliente e tollerante che va tanto di moda – dettagliata e
senza tralasciare nessuno. Dico sul serio eh: siediti un momento, e scrivi su
un foglio chi ti ha mosso guerra per occupare i tuoi territori, usurpare il tuo
posto, il ruolo, il potere... Comincia in famiglia, poi tra i parenti, poi
nella comunità cristiana, poi al lavoro o a scuola, nel condominio. Scrivi
quelli che ti odiano, dicono male di te e ti maltrattano. Fatto? Non manca
nessuno vero? Neanche il cugino che sono anni che non vedi? Bene. Leggi
lentamente i nomi. Pensa a loro e a quello che ti hanno fatto. Ora alzati e
inizia ad amarli, fagli del bene, a uno ad uno; che so, una telefonata, un
regalo, un invito a pranzo o a passare un fine settimana a casa tua. Comincia a
parlare bene di chi invece ti calunnia dal parrucchiere, al bar e perfino in
parrocchia. Sì, pensa e dì bene di chi ha alluso su di te tante volte
insinuando negli altri pregiudizi terribili su di te. Benedici quelli che hanno
fatto terra bruciata intorno a te. E inginocchiati, ora, e prega per loro; e da
oggi, ogni giorno, prega un rosario per ciascuno di quelli che ti maltrattano.
Uno per quello che ti ha violentato quando eri piccola rendendoti schiava di un
complesso nei confronti degli uomini e del sesso dal quale non riesci a
liberarti; uno per chi ti ha umiliato davanti ai tuoi amici che ancora hai
paura di dire la tua quando sei in mezzo a più di due persone; uno per chi ti
ha picchiato e uno per chi ti ha preso in giro per il tuo peso, il tuo naso o
le tue origini. E così via. Ecco, le parole di Gesù ci hanno detto più o meno
questo. E molto di più. Ci hanno detto di consegnare la nostra vita proprio a
chi ci vorrebbe vedere morti. Così, gratuitamente, lasciarci uccidere senza
resistere, anzi, offrendo noi stessi, cominciando con i criteri, le opinioni, i
progetti, e poi con i beni, il tempo, fino alla nostra carne, fino al sangue.
In una parola: sali sulla croce del martirio per loro. Sì fratelli, siamo
giunti oggi al cuore del cristianesimo. E’ doveroso aprire il nostro cuore e le
nostre case e parrocchie ai profughi. Ma, come possiamo notare, non bisogna
essere cristiani per farlo, basta un po’ di sensibilità e umanità. Per questo
le parole del Papa sono ancora più taglienti: se neanche apri la parrocchia o
il convento a una famiglia di migranti senza nulla, chiediti che razza di prete
o religioso sei. Se non dai un pezzo di pane e una stanza a chi sta sfuggendo a
una morte sicura, a che ti servono messe, rosari e pellegrinaggi? Siamo proprio
all’ABC del cristianesimo. E invece… invece ci corre un brivido su per la
schiena al solo pensiero che un siriano, islamico, venga a passare una sola
notte a casa mia. Figurati un anno, o due, o tre.
Per questo Gesù ci
dice oggi: a voi che andate a messa, che fate parte di comunità e movimenti,
che vi siete alzati per ascoltare la mia parola io vi dico: se non amate i
nemici, di cristiano, cioè del mio discepolo, non avete nulla. Perché un
cristiano ama il nemico, sine glossa. Tutto il resto è puro ornamento; carino,
fine e magari pure elegante per carità, ma assolutamente inutile. Non fa di te
un cristiano. Ma è una follia pretendere di amare chi mi ha tolto l’onore
(percuotere sulla guancia destra era il gesto con cui si sfidava a duello, come
quando più tardi si gettava il guanto di manrovescio; ti sfido a riprenderti
l’onore…). E’ assurdo e irragionevole fare del bene a chi mi ha fatto e
continua a farmi male. Sì, essere cristiani è tutto questo e di più. Con queste
parole Gesù ci sta dicendo che è impossibile diventarlo! Non basta volerlo e
impegnarsi, perché di fronte al nemico vero evaporano tutte le buone intenzioni
e gli sforzi si rivelano insufficienti. Bisogna rinascere nella Chiesa come
figli dell’Altissimo! Rinascere e crescere nella fede per vivere da figlio di
Dio. Ecco il significato autentico di quel “a voi che ascoltate”: “voi” indica
i catecumeni che si preparavano a divenire cristiani, etimologicamente, “quelli
che ascoltano la catechesi”, ovvero la predicazione che “rieccheggia
dall’alto”, dal Cielo, la Parola di Dio. A voi dunque che con l’ascolto state
preparandovi a ricevere il battesimo “io dico”: chi entra nell’acqua del fonte
vi lascia sepolto l’uomo vecchio pagano e peccatore che ama quelli che lo
amano, fa del bene a quelli che gli fanno del bene e presta a coloro da cui
spera ricevere; e rinasce con Cristo in una vita nuova che ha vinto il peccato
e la morte, e per questo ama oltre il peccato e la morte; essi sono vinti in
lui, che ha sperimentato il perdono di Dio che lo ha rigenerato nelle viscere
di misericordia della Chiesa. In essa il catecumeno non si è mai sentito
giudicato né condannato; scoprendosi alla luce della Parola di Dio un suo
nemico che ha maledetto e maltrattato migliaia di volte, ha sperimentato il suo
amore conoscendolo come un Padre benevolo con lui, così ingrato, cioè incapace
di fare nulla gratuitamente perché malvagio, ovvero senza bene dentro, senza la
vita divina. Insomma, si è sentito amato da Dio così come è, al punto di dare
il suo Figlio in sacrificio per lui. La Parola ascoltata ha aperto i suoi occhi
sulla Croce dove Cristo ha consegnato se stesso in misura traboccante, sino
alla fine, per strapparlo alla schiavitù del peccato con un amore senza riserve
e condizioni, che ha riversato in lui per mezzo dello Spirito Santo. Fratelli,
le parole di Gesù giungono oggi a noi per dirci proprio questo: coraggio, ti ho
amato e ti amo quando mi hai maltrattato
nelle persone che hai ingannato e sedotto, usato e gettato via come fossero
oggetti; quando mi hai maledetto smontando pezzo a pezzo la dignità di un
collega; quando hai rubato il mantello abbiamo a chi aveva solo quello per
coprirsi non pagando le tasse senza pensare che qualche anziano, per causa tua,
non avrebbe avuto da mangiare; quando hai preso ciò che non è tuo, mille volte
al giorno, quella ragazza che appare nuda sul sito porno per esempio, per la
quale ho pagato io con il mio sangue, come per la tua fidanzata, tua moglie, i
tuoi figli di cui ti sei impossessato. Ti ho amato sempre, senza sperare nulla
da te; ti ho dato tutto, lasciando che ti prendessi la mia vita, senza
richiedertela. Ho fatto per te tutto quello che avrei desiderato tu facessi a
me: ti ho ascoltato, consolato, guarito, anche se tu sei stato ingrato con me.
E sai perché? Perché morendo crocifisso per te ho fatto a gara con il demonio e
l’ho vinto, ricevendo così un premio grande e una misura traboccante mi è stata
versata nel grembo: tu! Risorgendo ti ho ricevuto in dono, per salvarti nel grembo
della Chiesa che è il mio corpo qui in terra. In esso siamo stati deposti, tu
ed io, per rinascere e vivere la vita di Cristo che ha vinto la morte: per
questo possiamo amare oltre la morte che ci procura un nemico. Amarlo non è
dunque una legge o un comandamento, è, semplicemente, la vita eterna che
abbraccia coloro che, coloro che ne sono sprovvisti, rifiutano come una
minaccia. Ma se siamo rinati con Cristo e abbiamo in noi la sua vita
traboccante e infinita, non temiamo più nessuno: chi potrebbe rubarci un tesoro
inesauribile? Se siamo risorti con Cristo e per questo già seduti con Lui alla
destra del Padre, chi potrebbe insidiarci il posto? Come Gesù potremo allora
offrire la vita prima ancora che vengano a strapparcela, perché con la misura
con cui siamo misurati da Lui misuriamo anche noi; un cristiano, infatti, non
ha più le unità di misura dei pagani, i criteri e il pensiero del mondo. Perché
ogni situazione che siamo chiamati a vivere è eccezionale e necessita un amore
smisurato, che, come
il Nilo, tracimi dal letto abituale, quello dell’ordinaria amministrazione dei
compromessi ipocriti e impauriti, per fecondare e donare la vita. Un cristiano è “alter Christus”, un altro
Cristo; debole certo, e ancora peccatore, ma che cosa vuoi che sia un granello
di sabbia (i nostri peccati) se paragonato con una spiaggia di mille chilometri
(il suo amore)? Coraggio allora, perché proprio noi che ascoltiamo stiamo
camminando nella Chiesa per essere trasformati, giorno dopo giorno,
nell’immagine del Padre celeste, assomigliando ogni istante di più al suo
Figlio diletto, nel cui grembo misericordioso è accolto e amato ogni uomo.
QUI UN ALTRO COMMENTO





