αποφθεγμα Apoftegma
Lasciati portare dal legno della Sua umiltà.
Sant'Agostino
Lasciati portare dal legno della Sua umiltà.
Sant'Agostino
Mediante l'umiltà viviamo con Dio,
e Dio vive con noi in una vera pace;
in essa si trova il fondamento vivo di ogni santità.
L'uomo umile rinuncia alla propria volontà
e si abbandona spontaneamente nelle mani di Dio.
Così diviene una sola volontà e una sola libertà
con la volontà divina.
con la volontà divina.
E questo è proprio il fondo dell'umiltà.
La volontà di Dio, che è la libertà,
ci toglie ogni spirito di timore
e ci rende liberi e vuoti da noi stessi.
Allora Dio ci dà lo Spirito degli eletti,
che ci fa gridare con il Figlio : «Abba, Padre».
Beato Jan Ruysbroeck
COMMENTO CATECHETICO
DISMA, CONOSCIUTO COME IL BUON LADRONE, ENTRA NEL PARADISO SECONDO L'ICONOGRAFIA BIZANTINA DEL GIUDIZIO FINALE. IMMAGINI E APPROFONDIMENTI CHE CI CONSOLANO. NEL BUON LADRONE SI COMPIE INFATTI IL VANGELO DI OGGI.
"Lo vedi crocifisso e lo chiami re. Credi che colui che sopporta scherno e sofferenza giungerà alla gloria divina" (San Giovanni Crisostomo, Commento a Luca, omelia 153).
"Costui pregava che il Signore si ricordasse di lui, quando fosse giunto nel suo Regno, ma il Signore gli rispose: In verità, in verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso. La vita è stare con Cristo, perché dove c’è Cristo là c’è il Regno" (S. Ambrogio. Esposizione del Vangelo secondo Luca, 10,121).
GESU' E I DUE LADRONI. DAL FILM "THE PASSION"
L'ANNUNCIO |
Dal vangelo secondo Matteo 11, 28-30
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
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| Crocifissione di Rubens. Il Buon Ladrone che trova pace mentre l'altro si dimena |
UMILIATI COME IL BUON LADRONE POSSIAMO OGGI ENTRARE NEL RIPOSO PRENDENDO CON CRISTO IL SUO GIOGO
Tutti siamo stati creati nella Parola d'amore di Dio. Per questo, il compimento della nostra vita che significa il riposo dell'anima è frutto dell'obbedienza alla Parola nell'amore. Ma, ingannati dal demonio, abbiamo rifiutato di prendere il giogo della Legge e di seguire la volontà di Dio. Per questo siamo stanchi e oppressi dai nostri
fallimenti che la stessa Parola ci illumina, ricordandoci che non siamo stati creati per seguire le concupiscenze. Se non amiamo il nostro cuore non può riposare, perché nella frustrazione del nostro essere più intimo c'è solo agitazione e ira. Ma Gesù ci conosce e ci chiama anche oggi nella Chiesa, per imparare la mitezza e l'umiltà, le qualità del
suo cuore. L'umiltà del condannato con Gesù alla stessa infamante morte di Croce che implora il suo perdono. In quel momento l'ultimo della terra ha incontrato Colui che per lui si era fatto ultimo, prendendo su di sé la stessa condanna, la nostra, che ci preclude gioia e riposo. Disma, il ladrone pentito, accetta i suoi peccati e quella Croce che lo fa piccolo inchiodandolo alle conseguenze delle sue scelte. E, crocifisso sulla stessa Croce di Cristo, ne implora la misericordia che vede fatta carne in quell'uomo che riconosce come Signore, perché era l'unico che, caricando l'ingiustizia della sua stessa giusta condanna, si offriva a lui. Così, prendendo il giogo di Gesù, trova il riposo del Regno. In quell' "oggi" in cui morirà crocifisso, sperimenterà il perdono e la morte del suo uomo vecchio e l'ingresso con Cristo nel riposo della volontà del Padre, il Paradiso della vita nuova nell'amore. Accettata, anche la nostra croce diviene un giogo leggero perché su di essa Cristo rende leggero il carico delle nostre colpe nel suo perdono. Nella Chiesa, illuminati dalla Parola creatrice, possiamo riconoscerci peccatori e, accogliendo la Buona Notizia della risurrezione e del perdono, accettare il giogo della storia che ci umilia, e così, attraverso i sacramenti, sperimentare che Cristo lo ha preso prima di noi per salvarci e farci entrare con Lui nel riposo dei figli di Dio. Essi imparano da Lui seguendolo nella vita nuova che porta il giogo della Torah entrando ogni giorno negli eventi da cui vorremmo sfuggire, per gustare in essi la presenza e l'amore dello Sposo, primizie del riposo celeste preparato per noi. Perché è solo crocifissi con Lui, quando cioè gli eventi e le relazioni ci superano, che possiamo riposare dalle nostre opere e lasciare operare il Signore, che trasforma la nostra debolezza nel tabernacolo della sua potenza.
COMMENTO COMPLETO
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| Il Buon Ladrone entra nel Paradiso |
In un manoscritto ebraico scoperto nel 1898 nel cosiddetto Cairo Genizah, il luogo dove in una sinagoga del Cairo venivano “sepolti” i manoscritti logori contenenti le Sacre Scritture, è stato trovato questo frammento: "Venite a me, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia casa di studio [beit midrash]. Quanto tempo volete rimanere privi di queste cose, mentre la vostra anima ne è tanto assetata? Ho aperto la bocca e ho parlato della sapienza: Acquistatela senza denaro. Sottoponete il collo al suo giogo, e permettete alla vostra anima di portare il suo carico. Essa è vicina a quelli che la cercano e la persona che dà la sua anima la trova. Vedete con gli occhi che poco mi faticai, ma ho perseverato fino a quando non l’ho trovata". Dunque il "giogo" di Gesù è la "casa di studio" dove Lui insegna e dove possiamo imparare: nel greco originale, infatti, "imparate" (màthete) significa proprio "studiate". L'umiltà e la mitezza si studiano, e il libro è Cristo, la sua stessa vita incarnata nella nostra esistenza. Studiare le sue parole, il suo pensiero, i suoi sentimenti, sino ad assumerli e a farli nostri. Nulla di sentimentale o moralistico, piuttosto il com-prendere, il prendere-con noi, su di noi, il giogo della Torah, il carico leggerissimo dello straordinario compiuto in Cristo. Prendere con noi una vita inchiodata a letto, o stretta nella precarietà; prendere con noi una relazione difficile, dalla quale è sparito l'incanto della passione; prendere con noi un lavoro senza gratificazioni umane, con colleghi che ti fanno la guerra; prendere con noi anche una depressione, come gli altri un giogo pesantissimo per chi non conosce Cristo. Un giogo che, senza la Grazia, schiaccia e uccide: e questo spesso accade anche nelle nostre parrocchie, invase dallo spirito mondano, dove tutto è esigenza: esigenza di legalità, esigenza di coerenza, esigenza di impegno, solidarietà. Ce lo vorrebbero imporre da fuori, dalle cattedre e dai giornali dei maestri del pensiero unico che determina la cultura della società civile; ce lo vorrebbero imporre anche da dentro, quando i parroci si sentono frustrati e cominciano ad esigere dai parrocchiani che facciano, facciano, partecipino, si tirino su le maniche. E riducono la Chiesa un luogo di leggi, di obblighi, di volontariati asfissianti: "Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè. Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno. Difatti, legano dei pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito" (Mat. 23:2-4). Ciò significa che, proprio mentre si esige impegno si scappa dalla storia. E' l'esatto contrario del cristianesimo. Non così "Mosè", che "era un uomo molto umile, più di ogni altro uomo sulla faccia della terra.” (Numeri 12,3). E perché? Perché aveva conosciuto se stesso, fragile, incoerente, mascalzone, ma eletto, chiamato a prendere il "giogo" di Cristo, e aprire al Popolo il cammino nel deserto. E' mite, infatti, chi ha imparato che la lotta d'ogni giorno non è contro le creature di carne, contro suocere o mariti o mogli o figli o colleghi di lavoro o coinquilini di condominio. Il combattimento, invece, è contro il demonio, il padre della menzogna e dell'orgoglio. In questa lotta occorre imbracciare le armi della fede, la Parola, lo zelo per il Vangelo, il suo amore infinito. La fede, la speranza e la carità, i doni del Cielo riservati a chi reclina il proprio capo sul petto di Gesù, assumendo lo stesso "giogo", l'unico che darà senso e compiutezza alla vita. Esattamente come il "giogo" serve agli animali per compiere il loro lavoro. Il Signore ci chiama a immergere la nostra mente nel suo cuore, la fonte della mitezza e dell'umiltà, la porta al riposo e alla pace.
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| Simei tira i sassi al Re Davide |





