SCENDIAMO CON CRISTO A NAZARET PER IMPARARE LA LIBERTA' CHE CI APRE ALLA FEDE



In virtù della Grazia battesimale che si rende visibile nella fede adulta, un cristiano è un profeta. Ma per compiere la sua missione deve imparare che sarà disprezzato nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. Per giungere alla libertà senza la quale non si può annunciare e testimoniare la Verità, occorre seguire Gesù nel passaggio doloroso sin dentro le radici della nostra carne, perché è lì che il demonio ci obbliga a guardare gli eventi e le persone provocando lo scandalo. Gesù è vissuto a Nazaret per trent'anni come ogni altro suo abitante, senza compiere alcun miracolo che lo rivelasse come Messia. Poi, un bel giorno, eccolo arrivare in sinagoga, di sabato, con la fama del profeta e taumaturgo e mettersi a insegnare. Per un cuore superbo perché schiavo dei propri criteri, questo non può che suscitare lo scandalo che fa inciampare sull'evidenza inaccettabile e impedisce di credere. Come accade nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, dove Gesù cammina accanto a noi ma, non compiendo nei tempi e nei modi i miracoli che ci aspettiamo, finiamo con il chiuderlo nei riti e nelle preghiere che viviamo meccanicamente, di fatto aspettando e cercando un altro salvatore. E quando, in una situazione difficile o di peccato, attraverso la Chiesa il Signore ci chiama a conversione, ci scandalizziamo perché non era quello il modo e il momento in cui ci aspettavamo di dover incontrare il Messia. Non possiamo credere alla Parola perché la carne disprezza l’insegnamento di Gesù. Siamo infatti imprigionati nell'orgoglio che ci schiaccia su quello che abbiamo già visto e crediamo di conoscere: il marito con cui sono sposata da "trent'anni" non può cambiare; nel figlio che ho "allevato" vedo solo la ribellione, mi è impossibile credere che in lui si celi il mistero dell'opera di Dio. Ci scandalizziamo, inciampiamo sulla buccia degli eventi e delle persone, e per questo frustriamo la volontà di Dio. Questo è il peccato, il fallimento del progetto d’amore nel quale siamo stati creati. Lo dobbiamo scoprire in noi, perché sarà lo scandalo che la nostra vita nuova in Cristo genererà negli altri, offrendoci così la possibilità di assumerlo e convertirlo in amore e misericordia. Per questo Gesù dice che “dobbiamo rinascere dall'alto”, entrare in un nuovo seno, che è quello della Chiesa, il fonte battesimale - ovvero ascoltare la Parola lasciandoci illuminare e accostarci ai sacramenti - da dove rinasce l'uomo nuovo, libero come il vento. Nella comunità cristiana, infatti, possiamo sperimentare la Nazaret trasfigurata dalla presenza di Cristo: essa è fatta di uomini e donne la cui carne è, a poco a poco, redenta dalla carne gloriosa di Cristo. E' il passaggio dallo scandalo alla fede in Dio che si fa carne, che ha parenti e amici, che lavora a bottega, per salvare dalla corruzione ogni millimetro di umano. Per questo nella comunione della Chiesa possiamo gustare la meraviglia dell'umanità redenta che diviene tempio dello Spirito Santo; mossi da Lui potremo perdonare e amare nella libertà, dando vita a relazioni nuove, anticipo del Cielo, che è la nostra vera Patria da annunciare profeticamente al mondo che l'ha smarrita e la cerca disperatamente nella carne.

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